[272] Log Horizon - Ep. 20

  • 0

Come prima cosa devo fare i complimenti al Belinelli. Vincere la gara del tiro da tre non è così facile, poi con 24. Un ottimo punteggio. Per chi come me segue l'NBA, vedere un italiano per una volta protagonista fa veramente piacere.

Ora passiamo al pippotto. Quello di questa sera è Anima.

Parola a cui in realtà, non corrisponde assolutamente nulla. A introdurla è stato Platone (428 a.C. - 348 a.C.). Prima di lui, psyché, che nella lingua greca sta per "anima", designava l'ultimo respiro. Psyché infatti, significa "respirare". Nella tradizione ebraica la parola "anima" non compare mai. La parola nefes, che nella traduzione greca della Bibbia è stata tradotta con psyché, significa "vita".

La nozione di anima viene inserita da Sant'Agostino (354 d.C. - 430 d.C.) in uno scenario di salvezza, attribuendone l'immortalità. Da allora in poi tutti i cristiani si convinsero di essere composti di un corpo corruttibile e da un'anima incorruttibile, anche se poi, nel loro atto di fede, il Credo, i cristiani continuano a recitare di credere nella "resurrezione dei corpi". Come scrive il teologo Oscar Cullmann: "Platone ha avuto la meglio sul Vangelo".

Quando nel Seicento Cartesio riduce il corpo a sommatoria di organi, tutto quello che non si poteva spiegare su base organica fu attribuito a una scienza che ha per oggetto il morbus sine materia (possiamo tradurre con "malattia senza riscontro organico"), e che successivamente prese il nome di "psichiatria".

Potenza delle parole che fanno essere le cose.

Liberamente tratto da un lettera di Umberto Galimberti.



In collaborazione con Chokoreto.

Nessun commento:

Posta un commento